Dalla Russia con amore

Piove su Marrazzo. Foto di Stefano Corso, CC 2.0.
Piove su Marrazzo. Foto di Stefano Corso, CC 2.0.

Piove su Marrazzo. Di ritorno dalle gelide lande russe, un tempo reame bolscevico e spauracchio del mondo libero, il nostro eroico cavaliere trova finalmente spazio per un sorriso: il governatore di opposta fazione del ridente Lazio, tale Marrazzo, si dimette (o quasi) preferendo scomparire piuttosto che essere disonorato pubblicamente per le sue scappatelle ed il suo comportamento non proprio integerrimo. Ricattato da quattro loschi gendarmi per le sue diverse abitudini sessuali cede senza denunciare.
Superman però, che del coraggio fa virtù e pertanto in situazione analoga resiste indomito aggrappato al suo trono rischiando l’umiliazione per tutto il globo terracqueo, dimostra ancora una volta la sua levatura morale tendendo una mano al nemico in difficoltà.

In tempi non sospetti, il  direttore del settimanale Chi aveva avvertito il proprio editore, il nostro Unto dal Signore, che dei carabinieri gli avevano offerto un video girato durante un’irruzione in via Gradoli ai primi di luglio che avrebbe compromesso il governatore. Il nostro, autoproclamatosi buono e giusto, spinto da compassione verso l’altrui sofferenza, vietò alla rivista di pubblicare lo scandalo, avvertì l’avversario e lo assicurò del silenzio circa ai fatti che avrebbe imposto ai suoi media. O malvagi detrattori del Premier! O ingiuriosi moralisti e legalisti! Vedete? Vedete che così grande potere mediatico in mano ad una sola persona non è foriero di malvagità? Vedete l’uso pio e compassionevole che se ne può fare? Pronti a decretare la morte della libertà di informazione non prestate attenzione alla bontà d’animo del Biscione!

Onore e gloria. Ma le cose non quadrano, e le versioni corrono parallele: si dice anche che il Sommo non sia intervenuto direttamente, ma che abbia indicato a gente fidata del Losco Marrazzo i venditori del video per tentare di trattare e ritirarlo dal mercato. Lo stesso governatore però ha dichiarato, mettendo eventualmente al sicuro il Presidentissimo da ogni coinvolgimento, che nulla sapeva della faccenda fino al 21 ottobre. Faccenda grave nel caso venissero dimostrati l’uso improprio della sua auto blu (per recarsi dal trans), il versamento di almeno 20 mila euro ai ricattatori e la presenza nell’appartamento di coca. Ma il caso è degno di Ellroy, ed i ricattatori potrebbero essere alla stregua di Pete Bondurant se venisse confermato che i carabinieri abbiano girato il video con un cellulare per incastrare Marrazzo dopo aver introdotto essi stessi la droga nell’appartamento di Natalì il transessuale.

Storie, narrazioni, sguardi obliqui

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