Un souvenir da Milano

Modellino copia del souvenir scagliato in faccia a Silvio Berlusconi.

L’attacco è violento e diretto al volto. Guglie, pinnacoli e madonnina squarciano la pelle, spaccano denti, fratturano il setto nasale. È il Duomo di Milano e lo hanno scagliato in faccia al nostro Miglior Premier. La sua prognosi è di una ventina di giorni, quella del paese è riservata.

Non solo il nemico colpisce dove meno te lo aspetti, ma anche con un’arma che nessuno si figurerebbe. Aggressione impulsiva, aggressione premeditata, gesto di un folle, gesto di un performer: tutto fuorché un gesto politico. È frutto del clima violento che circonda il Cavaliere, dicono i suoi sgherri. Gli avversari chinano il capo, vanno al suo capezzale, si definiscono solidali. I pochi che per onestà (Di Pietro) e per senso critico (Bindi) vanno fuori dal coro sono relegati ai margini.

È un’Italia violenta? È il solito paese in cui viviamo da una quindicina d’anni. Nell’ultima sera del 2004 fu un cavalletto di una macchina fotografica l’arma usata, un operaio di Mantova l’aggressore. Il Presidente del Consiglio? Sempre lo stesso. Il clima di tensione che aleggia intorno al Premier c’è: è provocato da una politica d’odio da lui stesso instaurata puntando il dito contro il “pericolo bolscevico”, contro le toghe rosse, contro l’ingratitudine di chi non lo capisce, contro i “coglioni” (parola di Berlusconi) che non lo votano, contro i media non schierati dalla sua parte. Ed è un clima esteso oltre alla sua persona, si riversa nella società, dal tipico modo di ragionare (destrorso e sinistrorso) “prima chiedi per chi uno vota, e poi giudicalo”, agli scontri di piazza durante le manifestazioni fino al terrore razziale e xenofobo inculcato a colpi di TG e leggi sull’immigrazione.

Signore e signori, questa è l’Italia che dall’estero si deride, la repubblica delle banane che ora non potrà fare altro che peggiorare. La cosa più temibile che possa capitare ad un’opposizione è che l’avversario sia martirizzato, e questo Mr. B. lo sa: sostiene Emilio Fede che lui si senta già “miracolato”. Certo, il colpo è stato duro, ma che non si esageri: non si tratta di una pistolettata, di un’autobomba o di un tè radioattivo. Più duro sarà il colpo che verrà ora elargito ai detrattori: qualsiasi voce contraria verrà tacciata di istigazione alla violenza ed il web sarà torchiato: è il nuovo nemico, sfugge al controllo mediatico e porta in piazza un milione di persone.

Storie, narrazioni, sguardi obliqui

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10 thoughts on “Un souvenir da Milano

  1. Ed i miracoli aumentano: diverse pagine su Facebook, come alcune dedicate alla raccolta fondi per i terremotati dell’Abruzzo, al made in Italy o alla lotta contro la violenza sugli animali, mutano improvvisamente nome e scopo diventando pagine di supporto a Berlusconi, con decine di migliaia di iscritti inconsapevolmente berlusconiani non avvertiti…

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  2. “Qualsiasi voce contraria verrà tacciata di istigazione alla violenza ed il web sarà torchiato…”

    Secondo me invece non succederà un cazzo.

    Le voci contrarie ci sono sempre state e sempre ci saranno… E Internet? Internet non è controllabile e non ci sarà nessuna censura.

    Però c’è un problema: reato di istigazione a delinquere, articolo 414 del codice penale punibile con anni da uno a cinque di gabbio.

    E questo non c’entra un cazzo di niente con la libertà d’espressione e/o di stampa.

    Il problema non è il medium, il problema è il messaggio. Chi parla di censura ha il cervello annebbiato.

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  3. @Chloe: forse non saranno stati 1 milione a Roma (ma sicuramente neanche 90 mila…), però metti insieme quelli che hanno partecipato da altre città italiane e straniere ed il numero diventa significativo. Comunque quel che conta davvero è l’evento in sé, nato non in seno ad un partito ma dal web. Non nutro grandi illusioni sul futuro, ma questo è, se non un punto di partenza, almeno il sintomo che nello schema di Mr. B qualcosa non funziona a dovere.

    @Conte Dracula: vedo che sei all’oscuro dell’attacco portato tempo fa ai blog. Se ho inserito un disclaimer al fondo della colonna di destra un motivo ci sarà… Poi non so se le cose cambieranno, intanto però le dichiarazioni di giornata indicano un accanimento nei confronti del web. Se poi ci mettiamo il gioco sporco fatto sui social network come Facebook ai danni degli utenti…
    Infine: non ho mai scritto di censura né sono entrato nel merito degli attacchi verbali violenti e delle istigazioni, che reputo talmente puerili ed idioti dal non doverne parlare.
    Per quanto riguarda invece le voci fuori dal coro, basta leggere o sentire qualche dichiarazione ufficiale per rendersi conto che si accetta una sola versione: il clima di violenza è creato dall’opposizione, chi prova a dire il contrario non si schiera a difesa delle istituzioni lese.

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