Il partito dell’amore

In questa foto datata c'è un ministro: chi è?

L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio. Frase detta, frase scritta. Il libro di Berlusconi uscito quest’anno è in grado di nobilitare Moccia, i versi di Bondi e il lavoro culturale svolto da Chi. Il tema? Propaganda attraverso il vittimismo, la beatificazione e l’onanismo da sviolinata: è una raccolta di messaggi di sostegno che avrebbe ricevuto dopo il duomo in faccia, raccolti “come segno di riconoscenza” anche nei confronti di “un pellegrinaggio continuo prima in ospedale e poi ad Arcore: familiari, amici ma anche tante persone che volevano manifestarmi vicinanza ed affetto”. Più che di processo di beatificazione, qui si parla di vero e proprio culto della figura divina del Premier… “pellegrinaggio“…

Da un male si deve far nascere un bene ancora più grande” scrive il Santo. E sì, il partito dell’amore: lo vediamo all’opera proprio in questi giorni. È lo stesso Cavaliere a darcene una dimostrazione oggi, in conferenza stampa, prendendo a male parole un giornalista freelance, Rocco Carlomagno, reo di aver interrotto la domanda di un collega e di aver cercato provocatoriamente lo scontro verbale: “villano” gli dice. In effetti, educato non lo è stato, ma una simile reazione è difficile aspettarsela da un premier: “Capisco perché lei è così, perché tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede e si è già rovinato la giornata“. Una belle frecciata, da pelato a pelato. Frase dolce, detta col cuore. Certo, il poveretto un po’ se la cerca, proprio non vuole stare zitto. Nessun problema, Berlusconi, a cui un assistente chiede di non esagerare, ordina di sbatterlo fuori ed allora, da buon bodyguard, interviene il Ministro della Difesa, il simpatico Ignazio La Russa, che più volte si alza e tenta di allontanarlo. E mentre il premier pontifica sulla differenza di stile e di democraticità che corrono fra la destra e la sinistra, che naturalmente lui vede personificata in Carlomagno, La Russa arriva al contatto fisico e, con un caldo abbraccio, qualche spintone e uno schiaffetto sul cranio lo blandisce. D’altronde è fatto così il Ministro: proprio non riesce a controllarsi, ricordate cos’ha detto pochi giorni or sono?

Non vorrei fare la parte dell’eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto.

Rocco Carlomagno minaccia querela, e lo apostrofa “picchiatore fascista“. Povero Ignazio! E lui che cercava solo di dimostrare il suo amore!

Storie, narrazioni, sguardi obliqui

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