ACAB

Dopo la serie televisiva Romanzo Criminale Stefano Sollima passa al cinema e realizza un film potente, adrenalinico, lucido e crudo. ACAB (l’acronimo di All Cops Are Bastards, espressione coniata dagli skinheads inglesi degli anni ottanta e che trovate bombolettata più o meno su ogni muro a un tiro di monetina dalle gradinate degli stadi italiani) riesce a tenere lo spettatore avvinghiato alla poltroncina e a mostrare il mondo con gli occhi di un celerino con il filtro della visiera e dello scudo in plexiglas senza che questi si identifichi nei personaggi o simpatizzi per essi. È privo di buonismo, vittimismo e retorica. Esattamente come il libro omonimo di Bonini a cui si ispira nello

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J. Edgar

Vedere l’ultimo film di Clint Eastwood avendo come guida l’Hoover di James Ellroy provoca un solo effetto: delusione.

L’Hoover della trilogia sulla storia sporca dell’America è un uomo solo, moralmente minato, ossessionato dalle intercettazioni ambientali e dalla raccolta di dossier sui personaggi pubblici, politici e potenzialmente avversi alla sua visione di uno stato forte e retto. Con i dati in suo possesso e lo strumento burocratico da lui messo in piedi, l’FBI, mantiene saldo il suo ruolo reazionario di difensore degli Stati Uniti a furia di ricatti, infiltrazioni e controspionaggio che poco hanno a che fare con la legalità che il suo ufficio dovrebbe garantire. Agisce nel pubblico e nella politica da

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Midnight in Paris

Chi ha commesso l’errore di leggere Fiesta da giovane e di essere rimasto stregato dalla generazione perduta non potrà perdersi l’ultimo film di Woody Allen. Andrà a vederlo, ma uscirà dal cinema con una sensazione a metà strada fra l’incanto e la delusione.

L’incanto è dato dal cuore di Midnight in Paris: la carrellata di scrittori, pittori, musicisti e personaggi mondani che popolavano la capitale francese negli anni ’20. Sembra quasi di vedere su pellicola le pagine di Festa Mobile, il libro di memorie dedicato da Ernest Hemingway a quel periodo d’oro della sua vita, quand’era giovane, povero e felice. “Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane,

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