No tav, paramilitari e pagliacci

Dopo il rastrellamento dei no tav e le insinuazioni della digos e della stampa, i valsusini scendono sulla città in migliaia e manifestano a Torino oggi, sabato 28 gennaio 2011. Il corteo era già stato organizzato da tempo, ma dopo i fatti della settimana ha un senso maggiore: dimostrare che sono ancora lì, che non sono intimiditi e che non sono un esercito irregolare armato come nel medioevo schierato contro lo Stato.

Nevica quando esco da lavoro, e con

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11 settembre

11 settembre, il secondo attacco. Immagine di dominio pubblico.

Pare che chiunque sappia dove si trovava l’11 settembre 2001, anche tu.
Io ero al dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico Territoriali dell’Università di Torino. Non ricordo cosa stessi facendo, forse mi stavo iscrivendo a un appello, forse cercavo testi universitari. Ero con un’amica, Elena, in un corridoio deserto del primo piano. Da uno studio si sentiva un chiacchiericcio concitato di radio. Un’assistente ne uscì dicendo “è incredibile, è

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Invasione alpina

Penna nera. Fotografia di Fabio Rava, CC 2.0

Hanno preso la città d’assalto. Sono centinaia di migliaia. Sono organizzati. Hanno mezzi. Costruiscono campi base. Parlano una lingua strana. Sono gli alpini. Nulla da spartire con i Navy Seal americani: le truppe d’élite tricolori riuscirebbero a stanare Obama dalla Casa Bianca. In poche ore hanno occupato Torino, hanno eretto tende, montato cucine da campo, disposto brande, fissato tavolacci e panche. Hanno divise sgargianti da sfilata carnevalesca, dominate dal verde intenso. Sul cappello che portano hanno una lunga penna nera. Coltivano baffi e curano barbe lunghe. Il naso è rubicondo, il ventre prominente e

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