Il destino dei Forconi

I Forconi non andranno lontano. Continueranno ancora per un po’ a bloccare le città e a ostacolare la viabilità, grideranno i loro comizi in qualche piazza, marceranno su Roma il 18 dicembre e assedieranno le istituzioni. Lo faranno per una settimana ancora, forse due. Ci sarà clamore, romperanno le scatole. Ma dopo la capitale, sarà caduta libera. Il comitato 9dicembre2013 imploderà, l’attenzione scemerà, la forza esplosiva si ridurrà. Non mangeranno il panettone.

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Forconi

Torino, Piazza Pitagora, lunedì 9 dicembre 2013: la rivoluzione mi blocca sulla via dell’aeroporto. Un uomo ci infila un volantino in macchina che nero su bianco recita basta con questo e basta con quello e fermiamoci e rivoltiamoci. Una picchettatrice ci rassicura sul fatto che ogni dieci minuti fanno scorrere il traffico. Un dimostrante ci urla che Caselle non la raggiungeremo mai: la tangenziale è bloccata, la superstrada è bloccata, l’aeroporto è bloccato. Studiamo un percorso alternativo, attendiamo con calma che i rivoluzionari ci lascino passare e scrutiamo lombrosianamente facce e abiti, che non è vero che non fanno il monaco.

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Scontri, sondaggi ed encomi

Fotografia di Luca Perino.

La strategia adottata per contrastare il movimento NoTav è trasparente e limpida come acqua di fonte: screditare i manifestanti provocando reazioni violente e creando ad arte casi inventati-ingigantiti manipolando l’opinione pubblica tramite la connivenza dei media e la diffusione di informazioni false o distorte. Quello che è successo dalla

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