Libero di inventare interviste

La Bocca della verità

Se è diventato normale non fidarsi dei virgolettati nei quotidiani, temere che il giornalista abbia riportato malamente alcune parole dette o che abbia interpretato a suo modo, se non addirittura manipolato, il pensiero altrui, credere che un’intera intervista sia stata inventata di sana pianta sa di teoria complottista. Eppure è quello che è accaduto su Libero.

Lo scorso novembre il quotidiano ha pubblicato una intervista allo scrittore statunitense Philip Roth realizzata dal giornalista Tommaso Debenedetti. Cuore del pezzo era la critica che l’autore, fervente sostenitore di Obama, avrebbe riservato alla politica del presidente americano. Il Corriere della Sera ha ripreso queste affermazioni in un editoriale di Pierluigi Battista (23 novembre) in cui la possibilità di critica ed autocritica del potere negli Stati Uniti veniva messo a confronto con la sua assenza in Italia.

Oggi (26 febbraio) su Il Venerdì è comparsa una nuova intervista a Philip Roth, questa volta realizzata da Paola Zanuttini, in cui si cita quella precedente:

Per caso, è insoddisfatto anche da Barack Obama? Da un’intervista a un quotidiano italiano, Libero, risulta che lo trova persino antipatico, oltre che inconcludente e assopito nei meccanismi del potere.

Beh, lo scrittore è rimasto scandalizzato: smentisce le parole su Obama, smentisce di aver parlato con Debenedetti, smentisce di avere rilasciato interviste a Libero (di cui si fa pure beffe del nome: “Vuol dire che questi sono liberi di fare tutto quelli che gli pare?”). Chiama il suo agente e verifica il tutto: è una invenzione del quotidiano di Belpietro.

Liberi di inventare interviste.

Storie, narrazioni, sguardi obliqui

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Intervista a Simone Sarasso

Confine di stato, Simone Sarasso. Copertina.

Se non conoscete Simone Sarasso, niente di meglio che presentarvelo con le parole con cui lui stesso si definisce sul suo blog:

Simone Sarasso
Novara, No, Italy
Classe ’78, professional writer dal 2005, scrive storie nere per la televisione, il cinema, la narrativa mainstream e i comics.

Insomma, un giovane narratore che ha sfondato le porte dell’editoria qualche anno fa pubblicando il primo romanzo della sua trilogia sporca sulla storia della Prima Repubblica e, soprattutto, dei suoi misteri, Confine di stato, a cui ha fatto seguito il secondo volume edito nella primavera del 2009, Settanta.

Nonostante per lui sia un periodo gravido di impegni, è riuscito comunque a sopportare questa decina di domande sul suo lavoro senza denunciarmi per molestie, il che è un gran successo dato che questo blog è alla sua prima intervista. Eccola:

continua

Intervista a Radio Beckwith

Stamattina su radio Beckwith è andata in onda un’intervista fattami da Diego Meggiolaro nel programma Gli inediti. Domani sarà replicata alle ore 15 (clicca qui per vedere come ascoltarla). Temi della chiacchierata: la mia partecipazione al premio letterario Lama e trama con il racconto secondo classificato Regalo aziendale, la mia (fin qui misera) carriera narrativa, i libri che mi hanno “formato”. Alla fine dell’intervista c’è anche un mini-quiz: chi dovesse rispondere giusto fra oggi e domani riceve in premio il mio racconto (inedito) in versione pdf.

Grazie al cielo è solo un intervento radio, altrimenti mi avreste visto arrossire quando il buon Meggio ha equiparato il mio stile a quello di Hemingway, naturalmente esagerando: ha poco a che fare con il suo, sia dal punto di vista tecnico che da quello qualitativo… ma il mattatore conosce il mio punto debole, che qui è ben evidente.

Nel caso in cui non riuscite a sintonizzarvi, nessun problema: fin d’ora l’intervista è disponibile online a questa pagina.

Storie, narrazioni, sguardi obliqui

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