Io sto con Emergency

E ci mancherebbe…

Soprattutto in un momento in  cui i tre operatori di Emergency, accusati di far parte di un complotto per assassinare il governatore della provincia di Helmand, sono ancora in stato di arresto a Lashkar Gah, nonostante il periodo legale per il fermo sia scaduto.

Mentre ieri si annunciava la loro confessione, Frattini manteneva una certa distanza e La Russa invitava Gino Strada a tenere d’occhio la sua organizzazione, ogni persona di buon senso riteneva impossibile che i tre fossero dei terroristi. Oggi, smentita la notizia (non è mai avvenuta alcuna confessione), la politica fa di tutto per finire con il cascare in piedi: loro però sono ancora prigionieri e intanto i quotidiani sono usciti con titoloni piuttosto inquietanti su Emergency. Una cosa è sicura: anni di lavoro, di onestà e di neutralità sono stati infangati. Tutto sembrerebbe indicare un tentativo di screditare Emergency e di allontanarla dall’Afghanistan, dove evidentemente pesta i piedi a qualcuno. D’altronde la guerra al terrorismo è asimmetrica e il nemico non ha diritto nemmeno alle cure. E nemmeno la popolazione civile, non si sa mai.

Non sparate sulla E rossa.

Storie, narrazioni, sguardi obliqui

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Il partito dell’amore

In questa foto datata c'è un ministro: chi è?

L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio. Frase detta, frase scritta. Il libro di Berlusconi uscito quest’anno è in grado di nobilitare Moccia, i versi di Bondi e il lavoro culturale svolto da Chi. Il tema? Propaganda attraverso il vittimismo, la beatificazione e l’onanismo da sviolinata: è una raccolta di messaggi di sostegno che avrebbe ricevuto dopo il duomo in faccia, raccolti “come segno di riconoscenza” anche nei confronti di “un pellegrinaggio continuo prima in ospedale e poi ad Arcore: familiari, amici ma anche tante persone che volevano manifestarmi vicinanza ed affetto”. Più che di processo di beatificazione, qui si parla di vero e proprio culto della figura divina del Premier… “pellegrinaggio“…

Da un male si deve far nascere un bene ancora più grande” scrive il Santo. E sì, il partito dell’amore: lo vediamo all’opera proprio in questi giorni. È lo stesso Cavaliere a darcene una dimostrazione oggi, in conferenza stampa, prendendo a male parole un giornalista freelance, Rocco Carlomagno, reo di aver

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Il perdono del tirannicida e frasi d’odio dimenticate

I tirannicidi: Armodio e Aristogitone. Copia romana di originale greco, Napoli.

Et dulcis in fundo, perdono: Umanamente l’ho perdonato“, ha detto Berlusconi. “Sapete che non so portare rancore“. Troppo buono il nostro Premier, da inserire in coda di beatificazione dritto alle spalle di Giovanni Paolo II e Pio XII, magari con qualche polemica in meno rispetto a quest’ultimo. D’altronde l’Untissimo non è nuovo a gesti di tal umana comprensione, lo stesso accadde all’uomo dal cavalletto cinque anni fa, che poi si fece quattro mesi di carcere dopo la condanna per lesioni personali aggravate.  Ma Tartaglia non farà sogni tranquilli, in pieno spirito cristiano Berlusconi si è augurato che il gesto non venga sottovalutato affinché non passi il messaggio che si può prendere a souvenirate il presidente del Consiglio: in Italia ci sono monumenti ben più pericolosi del duomo, come la Mole di Torino, tremendamente appuntita. Insomma, date a Cesare quel che è di Cesare: il perdono è puramente spirituale, nella pratica la punizione sarà esemplare.

A morte il tiranno è il grido che secondo il Premier è stato lanciato a più riprese e che ha

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