Collisioni a Novello

Collisioni 2010. Il logo del festival letterario.

Novello non è male. Un borgo nelle Langhe, in terra da Barolo, sviluppato in lunghezza su una cresta con piazzette, vie, chiese e castelli affacciati su un paesaggio accecante. Aggiungeteci un clima frizzante, pre-estivo. La buona tavola. Il re dei vini. Più qualche manciata di buona letteratura e musica spalmati sui tre giorni di un festival letterario del tutto gratuito che, giunto al suo solo secondo anno di vita, ha saputo raccogliere gente come Davide Longo, Yehoshua, Vinicio Capossela, Dan Fante, Wu Ming, Gino Paoli, Marco Travaglio, Antonio Scurati, Massimo Gramellini, Gian Carlo Caselli, Lucio Dalla, i Modena, Paolo Rossi, Carlin Petrini, Riyoko Ikeda, Luca Scarlini e altri e altri ancora. Naturalmente non può che uscirne un fine settimana perfetto.

Grande merito va agli organizzatori del festival, Collisioni, e a tutti quelli che sono riusciti a trasformare un paese da mille cristiani in una festa di strada. La cosa più apprezzabile dell’evento è il fatto che veramente pochi autori hanno parlato di loro stessi o della loro produzione, intervenendo invece a gamba tesa sul tema di quest’anno: vite parallele. Così Yehoshua ha tenuto una lezione su Tolstoj ed il suicidio di Anna Karenina mentre il bravissimo Davide Longo ha fatto sognare una piazzetta gremita proponendo letture e riflessioni su Beppe Fenoglio, ed entrambi ci hanno trasmesso non solo storie e piacere della lettura, ma anche qualche segreto del mestiere (dal giudicare un romanzo nella sua interezza, considerandone il finale come lo scopo principale e il momento fondamentale per valutare l’opera, al cercare di capire qual è il punto di vista in cui siamo collocati dal narratore e, naturalmente, i motivi di tale scelta).

Di gente ce n’era, soprattutto appresso ai big: Travaglio ha depresso qualche centinaio di teste, mentre non oso immaginare quanti hanno seguito Paolo Rossi sabato sera: la coda per le fontanelle d’acqua, quella per l’hamburger di Eataly e quelle per i cessi mi hanno portato a cercare ristoro su altri colli.

Stamani (domenica) credevo che Collisioni mi avesse già dato il grosso: oltre a Yehoshua e al reading musicale-lirico di Altai non mi aspettavo molto, e invece la sorpresa arriva prima dell’ora di pranzo, e dopo la graffiante analisi del fenomeno Michael Jackson di Luca Scarlini: Gino Paoli, Carlin Petrini (mister Slow Food) e Oscar Farinetti (…l’era dell’ottimismo), più il grande Tonino Guerra presente con una video intervista, avrebbero dovuto ricordare cinema e musica degli anni ’60 e ’70. Mai argomento di un intervento fu tanto disatteso. Nonostante il buon Tonino sia partito con il suo felliniano sodalizio, alla fine (ma anche poco dopo l’inizio e durante) si è parlato di natura, terra, Stato, patria, federalismo, crisi economica e rivoluzione. In un’ora e mezza di battute, frasi in dialetto, racconti, opinioni e idee, i tre presenti sul palco hanno chiacchierato a braccio facendo riflettere tutti i presenti su cose solo all’apparenza ovvie: mentre Gino Paoli ha ricordato la differenza che intercorre fra il senso dello Stato (cioè senso del dovere, delle regole, dell’assistenza) e della patria (becero nazionalismo, soprattutto in odore di mondiali di calcio), Farinetti e Petrini hanno smontato da due differenti punti di vista l’idea di federalismo. Il primo lo valuta in senso assoluto come una tendenza all’isolazionismo a-critico, il secondo come uno sfruttamento malsano dell’idea di identità, ricordando come in nome del localismo si tenda a cintare le culture locali per proteggerle da quelle esterne, dimenticandoci però che le singole identità esistono soltanto grazie al concetto di scambio: difficile trovare in Piemonte gli ingredienti principali del suo piatto tipico, la bagna cauda, cioè le acciughe e olio…  E così, fra analisi della crisi, annunci di imminenti rivoluzioni e indicazioni su come cominciare noialtri a cambiare il mondo ogni giorno (consumando meno, decrescita) il pubblico si è spellato le mani e, devo ammetterlo, l’emozione era tanta. Poi è intervenuto quel dannato cantautore ligure a rovinare la bella atmosfera, ahimè non a torto: tutte belle parole, ma tanto dette sempre fra di noi. L’Italia vive in altro modo, e vota di conseguenza. La parola chiave da lui delineata è “accorgersi”: bisogna aiutare la gente, quella con noi non allineata, a rendersi conto di come stiamo trascorrendo questi anni, di quello verso cui stiamo andando incontro. Aiutarla a prendere coscienza.

Insomma, grandi giornate. E a un tiro di schioppo dal Salone del Libro, che quest’anno tanto mi ha dato. Ma, nonostante io vi abbia lasciato il mio primo autografo, devo ammetterlo: gli incontri di Collisioni sono stati maledettamente più interessanti, emozionanti, divertenti, affascinati, *nti. Sarà il fatto che qui poco c’entrava la promozione e la vendita?

Storie, narrazioni, sguardi obliqui

Bookmark and Share

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...